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Cioccolateria Choccole

L’intervento consiste nella ristrutturazione d’interni di un piccolo locale da adibire a cioccolateria. Lo studio è stato globale dallo spazio sino al logo.
Il cioccolato regala emozioni, coinvolge tutti i sensi, l’immaginazione e rimanda a ricordi cresciuti dal tempo. È subito stato chiaro che lo spazio vendita doveva favorire un’esperienza sensoriale, doveva suscitare sensazioni nuove, meraviglia e stupore; doveva incuriosire, favorire l’immaginazione raccontando delle storie legate al prodotto e al luogo.
La mente è andata al Piccolo Principe di Antoine de Saint-Exupéry, a quando il Piccolo Principe desidera che gli venga disegnata una pecora, ma dopo vari tentativi insoddisfacenti l’autore gli disegna una scatola con dei fori e dice lui “questa è soltanto la sua cassetta. La pecora che volevi sta dentro”. Questa frase mi è sempre piaciuta per la poesia, per la sintesi e la capacità di rappresentare l’immaginazione.
Il progetto è nato da qui, prendendo in prestito e modificando la grande frase: “questa è solo la scatola, il cioccolato che volevi sta dentro”. Un involucro che doveva rimandare all’immaginazione, ai sensi, al sogno.

Lo spazio è stato stravolto e ordinato in modo rigoroso e semplice per essere funzionale, facile da capire con percorsi chiari e con una vetrina che diventa soglia tra il dentro ed il fuori: il prodotto è racchiuso in “preziose” teche che pare nascano dalla terra, scompongono il bancone e si proiettano all’esterno ad altezza bambino (ma anche all’altezza degli occhi di chi passa in auto o di chi si muove con una carrozzina).
Scatole chiuse che scendono dall’alto sono forate e da questi fori, escono musica, rumori, luci; ai fori ci si può avvicinare e si possono annusare i profumi delle diverse materie legate al prodotto che lì sono raccolte: scatole che come la cassetta della pecora non mostrano nulla ma rimandano all’immaginazione.
Lo spazio è mutevole. La luce solare entra da una finestra avvolta in un “imbuto” colorato ed entrando con intensità ed inclinazioni diverse durante le varie ore del giorno e le diverse stagioni, colora sempre in modo differente l’ambiente. Le luci artificiali assumono colori ed intensità nuove e modellando lo spazio, si mescolano alla musica, a rumori lontani che richiamano i luoghi di origine del cacao ma anche a rumori del luogo, ad immagini del contesto montano.
Il ricorso ad un’esperienza fisica ed emotiva come parte integrante della pratica progettuale vuole rendere lo spazio fruibile da tutti seppur con modalità diverse, da adulti e bambini, da chi ha difficoltà a muoversi, a sentire a vedere,…l’uso di tutti i sensi più l’immaginazione per dare la possibilità a tutti di avvicinarsi a questo mondo.

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